Strumento clinico

Odontogramma interattivo

Prestazioni e condizioni per dente e superficie, con stato, note, stampa con legenda e un file da riaprire alla visita successiva.

Odontogramma FDI

Uno schema dentale con la numerazione FDI da compilare per dente e per superficie, anche in dentizione mista, da stampare o salvare come file: tutto resta in questa scheda del browser e niente viene salvato sul sito o inviato.

Come si compila

  1. Scegli la dentizione nell'elenco in alto nella scheda: permanente, decidua (soltanto i 20 denti decidui, senza molari permanenti) o mista. Per le posizioni da 1 a 5 il menu del dente indica accanto al titolo, o sotto il titolo nel pannello a tutto schermo del telefono, se è presente il deciduo, il permanente o entrambi, e lì lo correggi: serve soprattutto in dentizione mista.
  2. Tocca o clicca un dente, o la sua riga nel riepilogo: si apre il suo menu, accanto al dente, o su telefono un pannello a tutto schermo. Su uno schermo largo la nota generale e il riepilogo per dente restano sempre visibili a destra dello schema. Nel menu trovi a sinistra ciò che è già registrato, raggruppato per superficie e in ordine di data: con «Segna eseguito» o con il pulsante ⋯ di ogni voce la segni come eseguita, ne correggi data o superfici, o la rimuovi. A destra aggiungi una voce: la cerchi nell'elenco, scegli superfici e stato, poi una data facoltativa, anche solo mese o anno; per una prestazione eseguita o una condizione rilevata propone oggi. Le voci incompatibili con quanto già segnato, per esempio un'otturazione su un dente mancante, compaiono disattivate. Dopo «Aggiungi» la voce successiva riparte senza superfici scelte, e lo stato proposto è l'ultimo che hai usato. Con mouse o trackpad, se clicchi direttamente una superficie la trovi già selezionata. Sul telefono il pannello mostra prima ciò che è registrato, con «Aggiungi» in fondo per una voce nuova e «Registrato» in alto per tornare indietro; un dente ancora vuoto parte direttamente dall'aggiunta. Toccando una voce ne apri le azioni; finché il pannello è aperto la pagina dietro non scorre.
  3. Aggiungi un dente sovrannumerario dal menu del dente vicino, con la voce «Dente sovrannumerario» in fondo all'elenco: indichi il lato, mesiale o distale, e una nota facoltativa. Il sovrannumerario compare nello schema accanto al dente, come «21+», e si compila come gli altri denti; dal suo menu ne cambi il lato o lo rimuovi.
  4. Salva o stampa prima di chiudere con i pulsanti in alto nella scheda, che dicono il proprio nome al passaggio del mouse: «Salva file», quello blu con la freccia, scarica sul tuo dispositivo un file da riaprire qui con «Apri file», la cartella, alla visita successiva, e un pallino sul pulsante ricorda le modifiche non ancora salvate; «Stampa» produce lo schema con la data di stampa, le righe da compilare a mano per paziente, data di nascita, data della visita, operatore e firma, la legenda e il riepilogo per dente. Per ricominciare con un altro paziente ricarica la pagina, che riparte da uno schema vuoto, o apri il suo file con «Apri file».

Ogni modifica compare per qualche secondo in alto nella scheda con il suo «Annulla»; se una prestazione eseguita sostituisce quella preesistente o cambia un ponte, il messaggio lo dice. Passando sopra un dente con il mouse, o raggiungendolo da tastiera, un riquadro ne riassume numero, nome, prestazioni, condizioni e inizio della nota, e nel riepilogo a destra si evidenzia la sua riga. Da tastiera le frecce spostano tra i denti, Invio apre il dente, i tasti da 1 a 5 selezionano le superfici ed Esc chiude il dente; le frecce Annulla e Ripeti, in alto nella scheda, annullano o ripristinano l'ultima modifica.

Limiti dello strumento

  • Forme schematiche: i profili dei denti servono a orientarsi e non riproducono l'anatomia del paziente.
  • Niente cartella parodontale: sondaggi, sanguinamento e forcazioni non si registrano; mobilità e recessione si segnano sul dente intero, con grado o entità nella nota.
  • Nessuno storico: lo strumento non conserva le visite precedenti. Per confrontare due visite salva un file per ciascuna.

Come leggere la notazione FDI

Ogni dente ha un numero di due cifre: la prima indica il quadrante, la seconda la posizione del dente a partire dalla linea mediana. Lo schema è disegnato come se avessi il paziente di fronte, quindi la sua destra è a sinistra dello schermo.

  • Quadranti 1 e 2: arcata superiore, lato destro e lato sinistro del paziente.
  • Quadranti 4 e 3: arcata inferiore, lato destro e lato sinistro del paziente.
  • Quadranti 5, 6, 7 e 8: gli stessi quattro quadranti nella dentizione decidua, nello stesso ordine.

Le cinque superfici

Sotto ogni dente superiore e sopra ogni dente inferiore c'è un quadrato diviso in cinque zone, una per superficie. Quando apri un dente le superfici compaiono con la loro iniziale.

  • Mesiale (M) e distale (D): il lato verso la linea mediana e quello opposto; nello schema la mesiale guarda sempre il centro.
  • Vestibolare (V): il lato verso labbra e guance, sul bordo esterno dello schema.
  • Palatale (P) o linguale (L): il lato verso il palato sui denti superiori e verso la lingua su quelli inferiori. P e L si affacciano al centro dello schema: la palatale nella fila superiore, la linguale in quella inferiore.
  • Occlusale (O) o incisale (I): la superficie masticatoria di premolari e molari; su incisivi e canini il centro è il margine incisale, disegnato come una striscia sottile.

La codifica ADA distingue le due superfici con le lettere O e I. Il modulo OMS di rilevazione per superficie, usato per l'indice DMFS, ne registra quattro sui denti anteriori: questo schema è una scheda clinica, non un modulo di indagine, e usa cinque superfici su ogni dente.

Preesistente, da eseguire, eseguito

Le prestazioni, come otturazioni, corone, impianti o devitalizzazioni, hanno uno stato che lo schema mostra con il colore. Le condizioni, come carie, frattura o mobilità, non hanno stato e sono segnate in rosso.

  • Preesistente, in grigio: la prestazione c'era già alla visita, fatta in passato o in un altro studio.
  • Da eseguire, in ambra tratteggiato: la prestazione è prevista nel piano di cura.
  • Eseguito, in blu: la prestazione è stata fatta nel trattamento che stai documentando. Quando fai una prestazione da eseguire, «Segna eseguito» nell'elenco delle voci del dente la sposta dal piano alle prestazioni eseguite.

Sullo stesso punto le informazioni si sommano a strati: il colore pieno è la prestazione preesistente o eseguita, il tratteggio sopra indica una prestazione da eseguire e il triangolo rosso nell'angolo una condizione. Così una carie secondaria si legge come otturazione preesistente con il triangolo rosso, un restauro da rifare come otturazione preesistente con il tratteggio.

Un ponte compare come una barra che unisce i denti: segna la corona sui pilastri e l'elemento di ponte nelle posizioni dei denti mancanti, con lo stesso stato.

Prestazioni e condizioni disponibili

Ogni prestazione o condizione ha un simbolo, lo stesso che compare sullo schema, in legenda e nel riepilogo. Quelle per superficie si applicano alle singole zone, le altre al dente intero o alla radice.

Sulle singole superfici

CarieCondizione
Lesione cariosa, registrata superficie per superficie: mesiale, distale, vestibolare, palatale o linguale, occlusale o incisale.
OtturazionePrestazione, con stato
Restauro diretto, registrato sulle singole superfici interessate come preesistente, da eseguire o eseguito.
SigillaturaPrestazione, con stato
Sigillatura di solchi e fossette, registrata sulle superfici trattate come preesistente, da eseguire o eseguita.

Sul dente intero

SanoStato di base
Dente presente e integro, senza carie, restauri o altre condizioni da annotare: esclude ogni altra prestazione o condizione sullo stesso dente.
CoronaPrestazione, con stato
Corona protesica che riveste l'intero elemento, registrata come preesistente, da eseguire o eseguita.
Elemento di pontePrestazione, con stato
Elemento intermedio di un ponte che sostituisce un dente assente, registrato come preesistente, da eseguire o eseguito.
ImpiantoPrestazione, con stato
Impianto nella posizione di un dente assente, registrato come preesistente, da eseguire o eseguito.
Protesi mobilePrestazione, con stato
Dente sostituito da una protesi mobile, parziale o totale, registrato come preesistente, da eseguire o eseguito.
FratturaCondizione
Frattura della corona o della radice rilevata alla visita, riferita all'intero dente.
MobilitàCondizione
Mobilità dentale rilevata clinicamente, riferita all'intero dente: il grado si annota nella nota del dente.
MancanteCondizione
Dente assente alla visita quando la causa non è documentata o non serve distinguerla tra estrazione e agenesia.
EstrazionePrestazione, con stato
Elemento per cui è indicata l'estrazione: lo stato distingue l'estrazione da eseguire da quella eseguita, dopo la quale lo schema disegna il dente come mancante.
EstrattoCondizione
Dente assente perché estratto, quando l'estrazione risulta dall'anamnesi o dalla documentazione.
InclusoCondizione
Dente presente nell'osso ma non erotto, per esempio un terzo molare o un canino incluso.
In eruzioneCondizione
Dente in fase di eruzione, utile soprattutto per seguire la permuta in dentizione mista.
AgenesiaCondizione
Dente congenitamente assente perché il suo germe non si è mai formato.
UsuraCondizione
Perdita di tessuto dentale di origine non cariosa, per abrasione, attrizione o erosione, riferita all'intero dente.
RecessioneCondizione
Recessione gengivale con esposizione della radice, riferita all'intero dente: l'entità si annota nella nota del dente.
SensibilitàCondizione
Sensibilità dentinale riferita dal paziente o evocata alla visita, registrata sull'intero dente.
Da controllareCondizione
Elemento da rivalutare a un controllo successivo, per un dubbio diagnostico o una lesione da monitorare.

Sulla radice

DevitalizzazionePrestazione, con stato
Trattamento endodontico, registrato a livello della radice come preesistente, da eseguire o eseguito.
Residuo radicolareCondizione
Radice rimasta in sede dopo la perdita della corona, registrata a livello della radice.

Valore documentale in Italia

Secondo il Vademecum della FNOMCeO (2013), per l'attività degli studi privati libero professionali non esiste alcuna normativa che obblighi alla tenuta della cartella clinica, e quindi nemmeno dell'odontogramma: la cartella è dovuta invece dai medici ospedalieri e dai dipendenti delle case di cura. Il Codice di deontologia medica chiede comunque di mettere a disposizione del paziente la documentazione clinica in proprio possesso (art. 25).

Una documentazione incompleta, però, pesa sul professionista: per la Cassazione (ordinanze n. 7250/2018 e n. 15608/2026) la difettosa tenuta della cartella non può pregiudicare il paziente sul piano della prova. Quando proprio le lacune della cartella impediscono di accertare il nesso causale e la condotta del curante era astrattamente idonea a causare il danno, il giudice può ritenere provato quel nesso.

Per questo il Vademecum della FNOMCeO considera buona norma conservare la documentazione clinica anche senza obbligo: in caso di contestazione la sua mancanza diventa un elemento di prova a carico del sanitario. Nella pratica conviene compilare lo schema a inizio cura e conservarlo, stampato o come file, insieme al resto della documentazione dello studio.

Domande frequenti

›Che cos'è la notazione FDI e perché si legge cifra per cifra?

È il sistema a due cifre che identifica ogni dente: la prima cifra indica il quadrante, la seconda la posizione del dente a partire dalla linea mediana. Per i denti permanenti i quadranti sono 1 superiore destro, 2 superiore sinistro, 3 inferiore sinistro e 4 inferiore destro, dove destra e sinistra sono quelle del paziente; per i decidui sono 5, 6, 7 e 8 nello stesso ordine. Poiché ogni cifra ha un significato proprio, il manuale OMS per le indagini di salute orale chiede di dettare prima il quadrante e poi il dente: 12 si legge «uno-due» e non «dodici», 38 «tre-otto» e non «trentotto».

›L'odontogramma è obbligatorio nella cartella clinica odontoiatrica?

No: secondo la FNOMCeO nessuna normativa obbliga lo studio privato alla tenuta della cartella clinica, e quindi nemmeno dell'odontogramma; l'obbligo riguarda i medici ospedalieri e i dipendenti delle case di cura. La giurisprudenza però fa pesare sul professionista le lacune della documentazione, quindi conviene compilare lo schema a inizio cura e conservarlo.

›Dove finiscono i dati che inserisco?

Restano soltanto in questa scheda del browser: il sito non li salva e non li invia. Se ricarichi o chiudi la pagina lo schema si perde, quindi prima di uscire scarica il file dello schema, da riaprire qui alla visita successiva, oppure stampalo. File e stampa contengono i dati dentali e le note che scrivi, ma non il nome del paziente: archiviali nella sua cartella, come il resto della documentazione clinica.

Calcolatore clinico

DMFT

Somma denti cariati, mancanti per carie e otturati secondo il protocollo dentale dichiarato.

Affidabilità

Fonti

Contenuto verificato · 28 settembre 2026

Uso clinico

Lo schema aiuta a registrare e a comunicare lo stato dei denti, ma non sostituisce la cartella clinica né il giudizio professionale: diagnosi e piano di cura restano di chi visita il paziente.