Calcolatore clinico
DMFT
Somma denti cariati, mancanti per carie e otturati secondo il protocollo dentale dichiarato.
Strumento clinico
Prestazioni e condizioni per dente e superficie, con stato, note, stampa con legenda e un file da riaprire alla visita successiva.
Odontogramma FDI
Uno schema dentale con la numerazione FDI da compilare per dente e per superficie, anche in dentizione mista, da stampare o salvare come file: tutto resta in questa scheda del browser e niente viene salvato sul sito o inviato.
Ogni modifica compare per qualche secondo in alto nella scheda con il suo «Annulla»; se una prestazione eseguita sostituisce quella preesistente o cambia un ponte, il messaggio lo dice. Passando sopra un dente con il mouse, o raggiungendolo da tastiera, un riquadro ne riassume numero, nome, prestazioni, condizioni e inizio della nota, e nel riepilogo a destra si evidenzia la sua riga. Da tastiera le frecce spostano tra i denti, Invio apre il dente, i tasti da 1 a 5 selezionano le superfici ed Esc chiude il dente; le frecce Annulla e Ripeti, in alto nella scheda, annullano o ripristinano l'ultima modifica.
Ogni dente ha un numero di due cifre: la prima indica il quadrante, la seconda la posizione del dente a partire dalla linea mediana. Lo schema è disegnato come se avessi il paziente di fronte, quindi la sua destra è a sinistra dello schermo.
Sotto ogni dente superiore e sopra ogni dente inferiore c'è un quadrato diviso in cinque zone, una per superficie. Quando apri un dente le superfici compaiono con la loro iniziale.
La codifica ADA distingue le due superfici con le lettere O e I. Il modulo OMS di rilevazione per superficie, usato per l'indice DMFS, ne registra quattro sui denti anteriori: questo schema è una scheda clinica, non un modulo di indagine, e usa cinque superfici su ogni dente.
Le prestazioni, come otturazioni, corone, impianti o devitalizzazioni, hanno uno stato che lo schema mostra con il colore. Le condizioni, come carie, frattura o mobilità, non hanno stato e sono segnate in rosso.
Sullo stesso punto le informazioni si sommano a strati: il colore pieno è la prestazione preesistente o eseguita, il tratteggio sopra indica una prestazione da eseguire e il triangolo rosso nell'angolo una condizione. Così una carie secondaria si legge come otturazione preesistente con il triangolo rosso, un restauro da rifare come otturazione preesistente con il tratteggio.
Un ponte compare come una barra che unisce i denti: segna la corona sui pilastri e l'elemento di ponte nelle posizioni dei denti mancanti, con lo stesso stato.
Ogni prestazione o condizione ha un simbolo, lo stesso che compare sullo schema, in legenda e nel riepilogo. Quelle per superficie si applicano alle singole zone, le altre al dente intero o alla radice.
Secondo il Vademecum della FNOMCeO (2013), per l'attività degli studi privati libero professionali non esiste alcuna normativa che obblighi alla tenuta della cartella clinica, e quindi nemmeno dell'odontogramma: la cartella è dovuta invece dai medici ospedalieri e dai dipendenti delle case di cura. Il Codice di deontologia medica chiede comunque di mettere a disposizione del paziente la documentazione clinica in proprio possesso (art. 25).
Una documentazione incompleta, però, pesa sul professionista: per la Cassazione (ordinanze n. 7250/2018 e n. 15608/2026) la difettosa tenuta della cartella non può pregiudicare il paziente sul piano della prova. Quando proprio le lacune della cartella impediscono di accertare il nesso causale e la condotta del curante era astrattamente idonea a causare il danno, il giudice può ritenere provato quel nesso.
Per questo il Vademecum della FNOMCeO considera buona norma conservare la documentazione clinica anche senza obbligo: in caso di contestazione la sua mancanza diventa un elemento di prova a carico del sanitario. Nella pratica conviene compilare lo schema a inizio cura e conservarlo, stampato o come file, insieme al resto della documentazione dello studio.
È il sistema a due cifre che identifica ogni dente: la prima cifra indica il quadrante, la seconda la posizione del dente a partire dalla linea mediana. Per i denti permanenti i quadranti sono 1 superiore destro, 2 superiore sinistro, 3 inferiore sinistro e 4 inferiore destro, dove destra e sinistra sono quelle del paziente; per i decidui sono 5, 6, 7 e 8 nello stesso ordine. Poiché ogni cifra ha un significato proprio, il manuale OMS per le indagini di salute orale chiede di dettare prima il quadrante e poi il dente: 12 si legge «uno-due» e non «dodici», 38 «tre-otto» e non «trentotto».
No: secondo la FNOMCeO nessuna normativa obbliga lo studio privato alla tenuta della cartella clinica, e quindi nemmeno dell'odontogramma; l'obbligo riguarda i medici ospedalieri e i dipendenti delle case di cura. La giurisprudenza però fa pesare sul professionista le lacune della documentazione, quindi conviene compilare lo schema a inizio cura e conservarlo.
Restano soltanto in questa scheda del browser: il sito non li salva e non li invia. Se ricarichi o chiudi la pagina lo schema si perde, quindi prima di uscire scarica il file dello schema, da riaprire qui alla visita successiva, oppure stampalo. File e stampa contengono i dati dentali e le note che scrivi, ma non il nome del paziente: archiviali nella sua cartella, come il resto della documentazione clinica.
Calcolatore clinico
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Consenso clinico
Modulo di consenso informato per cure odontoiatriche: piano di trattamento, rischi e alternative, pronto da stampare e firmare. Gratis, con versione Word.
Consenso clinico
Modulo di consenso informato per chirurgia orale ed estrazioni dentarie: procedura, rischi tipici e alternative, pronto da firmare. Gratis, con Word.
Affidabilità
Contenuto verificato · 28 settembre 2026