Guida
Firme elettroniche in sanità
Come firmare consensi, referti e contratti dello studio: firma semplice, avanzata (FEA) e qualificata a confronto, con la scelta tipica per ogni documento.
Guida operativa
Per quanti anni conservare fatture, cartelle cliniche, referti e consensi: i termini con le fonti e la differenza tra archivio, backup e conservazione.
Quanto a lungo conservare un documento non dipende dal formato né dal tipo di firma: dipende da che documento è, da chi sei e in quale contesto lo hai prodotto. Le fatture seguono le scritture contabili, le cartelle cliniche di ricovero hanno una regola propria e molti documenti ambulatoriali non hanno un termine unico scritto in una norma.
Prima di cancellare qualsiasi cosa rispondi a quattro domande: che documento è, chi è obbligato a conservarlo, in quale ambito è nato e da quando decorre il termine. Se una fonte non copre il tuo caso, non estendere per analogia: definisci una regola di studio motivata.
| Voce | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Fatture e scritture contabiliper chi è tenuto a fatture e scritture contabili: dieci anni dall'ultima registrazione, secondo l'articolo 2220 del codice civile | 10 anni | Fonte ufficiale |
| Estensione per accertamenti fiscalil'articolo 22 del DPR 600/1973 impone di conservarle finché non sono definiti gli accertamenti del corrispondente periodo d'imposta | fino alla definizione degli accertamenti | Fonte ufficiale |
| Cartelle cliniche di ricovero e relativi referticartelle cliniche e referti delle istituzioni pubbliche e private di ricovero e cura; la fonte non estende il termine alla documentazione ambulatoriale | illimitata | Fonte ufficiale |
| Documenti radiologici e di medicina nuclearedocumentazione iconografica non consegnata al paziente e resa disponibile per successive esigenze mediche: documenti del punto a) dell'articolo 3 | almeno 10 anni | Fonte ufficiale |
| Resoconti e referti radiologici e di medicina nuclearedocumentazione iconografica non consegnata al paziente e resa disponibile per successive esigenze mediche: resoconti del punto b) dell'articolo 3 | tempo indeterminato | Fonte ufficiale |
| Evidenze del processo FEAriguarda il soggetto che eroga la soluzione FEA: copia del documento di riconoscimento, dichiarazione di accettazione e altre evidenze del processo, non il documento firmato | almeno 20 anni | Fonte ufficiale |
Un termine si applica a un documento preciso, in capo a un soggetto preciso, in un ambito preciso: la conservazione illimitata delle cartelle cliniche, per esempio, riguarda le strutture di ricovero e cura, non l'archivio di uno studio ambulatoriale. Prima di applicare un numero, verifica che documento, soggetto e ambito coincidano con il tuo caso.
Conta anche la decorrenza: il termine delle scritture contabili parte dall'ultima registrazione, non dalla data del documento. E se la fonte prevede estensioni, il termine minimo può allungarsi.
Se sei tenuto a fatture e scritture contabili, si conservano 10 anni dall'ultima registrazione, come stabilisce l'articolo 2220 del codice civile.
Il fisco può allungare l'attesa: finché gli accertamenti sul periodo d'imposta non sono definiti, l'articolo 22 del DPR 600/1973 impone di non distruggere nulla. Prima di eliminare un'annata, controlla che non ci siano verifiche aperte.
Le cartelle cliniche e i relativi referti delle istituzioni pubbliche e private di ricovero e cura si conservano senza limite di tempo. La regola riguarda le strutture di ricovero e cura: la fonte non la estende agli studi ambulatoriali.
Per consensi e altra documentazione ambulatoriale non esiste un termine unico stabilito da una norma: definisci una regola di studio motivata — quale classe, quanto, da quando e perché — invece di copiare il termine di un'altra categoria. Le cartelle sanitarie e di rischio dei lavoratori seguono la disciplina specifica della sorveglianza sanitaria.
Per la documentazione iconografica non consegnata al paziente e resa disponibile per successive esigenze mediche, le immagini si conservano almeno 10 anni e i relativi resoconti a tempo indeterminato.
La regola distingue i documenti del punto a) dell'articolo 3 dai resoconti del punto b): controlla in quale categoria rientra ciò che vuoi eliminare prima di applicare il termine.
Se usi una soluzione di firma elettronica avanzata, il soggetto che la eroga conserva per almeno 20 anni copia del documento di riconoscimento, della dichiarazione di accettazione e delle altre evidenze del processo, e deve fornirtene copia gratuita se la chiedi.
Questo obbligo riguarda le evidenze del servizio, non il tuo archivio: un consenso firmato con FEA non eredita il termine delle evidenze. Il documento segue la sua classe, come qualsiasi altro documento dello studio.
La firma collega una persona a una versione del documento; l'archivio serve a trovarlo nel lavoro quotidiano; il backup crea copie per recuperare i dati dopo un guasto o una perdita; la conservazione mantiene nel tempo autenticità, integrità, leggibilità e reperibilità e permette di esibire il documento quando serve.
Un PDF firmato, un salvataggio cloud o un backup riuscito non sono, da soli, conservazione. Prima di cancellare carta, chiudere un archivio o cambiare gestionale, apri un campione esportato e controlla che documento, firma e collegamenti siano ancora leggibili e verificabili.
Dieci anni dall'ultima registrazione, come tutte le scritture contabili. Se ci sono accertamenti fiscali in corso, finché non sono definiti.
Senza limite di tempo per i ricoveri nelle istituzioni di ricovero e cura, pubbliche o private. La regola non copre la documentazione ambulatoriale dello studio, che richiede una regola propria motivata.
Non automaticamente: dipende dalla classe del documento e dai requisiti della copia. Il percorso completo, dalla scansione allo scarto, è nella guida sulla dematerializzazione dei documenti sanitari.
No: il backup serve a recuperare i dati dopo una perdita, la conservazione mantiene nel tempo integrità, leggibilità e possibilità di esibizione. Sono due funzioni distinte, da chiedere e provare entrambe.
Il soggetto che eroga la soluzione FEA, per almeno venti anni: documento di riconoscimento, dichiarazione di accettazione ed evidenze del processo. Il documento firmato resta invece a carico dello studio e segue il termine della sua classe.
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Verificato su fonti istituzionali · 1 settembre 2026