Guida
Sistema Tessera Sanitaria
Chi deve trasmettere le spese sanitarie al Sistema TS, quali dati servono, come gestire opposizione, ricevute e scarti e dove controllare le scadenze.
Guida operativa
Come fare una fattura per prestazioni sanitarie: dati e diciture, IVA e bollo, quando la fattura elettronica è vietata, Sistema TS e correzioni.
Se fatturi una prestazione a un paziente, il percorso è semplice: emetti la fattura entro dodici giorni, la consegni su carta o in PDF e, se rientri nelle categorie obbligate, invii i dati della spesa al Sistema Tessera Sanitaria.
E la fattura elettronica? Per le prestazioni sanitarie ai pazienti è vietata: quelle fatture non passano mai dal Sistema di Interscambio (SdI). Il canale elettronico resta per gli altri rapporti, per esempio verso aziende ed enti.
Individua il destinatario reale: il paziente, ma anche una struttura, un'impresa, un ente o un altro professionista. Poi descrivi la prestazione e la sua finalità concreta: sono questi due elementi, non la qualifica sanitaria di chi emette, a decidere IVA e canale.
Una prestazione resa direttamente al paziente e la stessa attività svolta per conto di una struttura seguono spesso regole diverse: se destinatario o rapporto non sono chiari, chiariscili prima di compilare.
| Che cosa fatturi | A chi | Canale |
|---|---|---|
| Prestazione sanitaria | Paziente | Niente SdI: fattura consegnata al paziente e dati al Sistema TS se sei tenuto |
| Prestazione sanitaria | Struttura, azienda o collega | SdI, come tra partite IVA |
| Prestazione non sanitaria, per esempio docenza o perizia | Privato senza partita IVA | SdI; al cliente consegni la copia |
| Prestazione non sanitaria | Azienda o collega | SdI |
| Qualsiasi prestazione | Ente pubblico | Fattura elettronica PA con il codice ufficio |
| Spese veterinarie da inviare al Sistema TS | Proprietario dell'animale | Niente SdI |
| Spese veterinarie fuori dal Sistema TS, per esempio animali da reddito | Proprietario o azienda | SdI |
| Fattura mista: spese sanitarie più altre voci | Paziente | Niente SdI |
Inserisci i dati fiscali di chi emette e di chi riceve, la data, il numero progressivo, la descrizione della prestazione e il corrispettivo. La fattura immediata va emessa entro dodici giorni dall'effettuazione dell'operazione — e per una prestazione professionale l'operazione si considera effettuata quando incassi: in pratica la fattura accompagna il pagamento, e un acconto va fatturato subito, per la parte incassata.
La descrizione deve far riconoscere l'operazione ai fini fiscali senza trasformare la fattura in una cartella clinica: evita diagnosi, anamnesi e dettagli sanitari che non servono allo scopo del documento.
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona sono esenti IVA, ma l'esenzione dipende dalla natura e dalla finalità della prestazione, non dalla sola iscrizione all'albo: una perizia o un'altra prestazione senza finalità terapeutica può essere imponibile.
Stabilito il trattamento IVA, controlla il bollo: se la somma delle operazioni senza IVA nel documento (esenti, non soggette o non imponibili) supera 77,47 €, l'imposta è in genere 2,00 €. Chi la paga, come si versa e il caso del regime forfettario sono nella guida sulla marca da bollo.
Quasi ogni fattura a un paziente resta fuori dallo SdI: il verdetto rapido è nella tabella dei casi a inizio guida, qui trovi il perché. Le basi normative sono due. Se trasmetti i dati della spesa al Sistema TS, vale il divieto dell'articolo 10-bis. Se al Sistema TS non sei tenuto, vale l'articolo 9-bis, che copre le prestazioni sanitarie fatturate a persone fisiche: anche lì il documento resta fuori dallo SdI. In entrambi i casi il divieto è permanente. Il rovescio della regola: ciò che non è una prestazione sanitaria — una docenza, una perizia — viaggia via SdI anche verso la stessa persona.
Non esiste un tipo fiscale autonomo chiamato fattura elettronica sanitaria: l'espressione descrive la fattura di una prestazione sanitaria o il dubbio sul canale. Una fattura verso una struttura, un'impresa, un ente o un altro professionista non eredita il divieto del paziente: lì la fattura elettronica di norma è obbligatoria, e i casi in cui serve hanno una guida dedicata. Hai una fattura concreta davanti? Il verificatore di fattura sanitaria ti dice in pochi passaggi se va al Sistema TS o allo SdI e se serve il bollo.
Se sei tenuto al Sistema TS per le spese veterinarie vale il divieto dell'articolo 10-bis. La prestazione però è resa sull'animale: non è una prestazione sanitaria resa a una persona fisica, quindi da sola non fa scattare l'articolo 9-bis.
Nel caso descritto dal Garante, una fattura che contiene insieme spese sanitarie e altre voci non va emessa tramite SdI. Esamina tutte le righe e non separare artificialmente operazioni o destinatari: rapporti davvero diversi richiedono fatture e verifiche distinte.
Quando la fattura resta fuori dallo SdI non trasmetti alcun file XML tramite il Sistema di Interscambio: emetti il documento e lo consegni al paziente come preferisci, in PDF via email o su carta. Il divieto riguarda il canale SdI, non il formato: la FAQ del Garante descrive la consegna cartacea, ma un processo digitale ordinato di emissione e consegna — fattura dal gestionale, copia al paziente, esito archiviato — funziona benissimo.
Quando invece il rapporto passa dallo SdI, l'originale è il file elettronico accettato dal sistema e l'eventuale PDF consegnato al destinatario è una copia di cortesia. In ogni caso conserva la prova del canale e della consegna; le fatture nate digitali si conservano in digitale, con i termini raccolti nella guida sulla conservazione.
Dopo l'emissione verifica se devi trasmettere la spesa al Sistema TS: l'obbligo riguarda categorie precise — per esempio medici e odontoiatri, psicologi, fisioterapisti, infermieri, farmacie e strutture accreditate — e l'elenco completo con il percorso di invio è nella guida al Sistema Tessera Sanitaria. L'invio riguarda i dati della spesa per la dichiarazione precompilata: non è l'invio della fattura al paziente e non la sostituisce.
Se l'assistito si oppone all'uso della spesa nella precompilata, il flusso prevede trasmissione senza codice fiscale e l'apposito indicatore. L'opposizione cambia l'uso del dato: non cancella la fattura e non autorizza l'invio tramite SdI.
Se ti accorgi dell'errore prima della consegna, correggi direttamente il documento. Se la fattura è già stata emessa non modificarla in modo informale: serve la nota di variazione o la procedura adatta al tipo di errore, da valutare con il tuo commercialista.
Se è errato anche il dato trasmesso al Sistema TS, esegui separatamente l'operazione ufficiale di variazione o cancellazione e controlla il nuovo esito. Conserva fattura, correzione e ricevute collegate.
Quattro sviste coprono la maggior parte dei problemi reali; tutte hanno un rimedio ordinato.
No, nel caso comune è vietato. Se invii i dati al Sistema TS la fattura resta fuori dallo SdI (articolo 10-bis); se non sei tenuto al TS ma fatturi una prestazione sanitaria a una persona fisica vale il divieto dell'articolo 9-bis. Il divieto è permanente.
Quando incassi: per una prestazione professionale l'operazione si considera effettuata al pagamento, quindi la fattura accompagna l'incasso, non la seduta. Un acconto va fatturato quando lo ricevi, per l'importo incassato.
Se hai la partita IVA il documento è la fattura: quella che molti chiamano ricevuta sanitaria, fiscalmente, è una fattura. Numerala e trattala come tale: dati, esenzione, bollo e invio al Sistema TS.
In genere no: la detrazione richiede un pagamento tracciabile, salvo che per medicinali, dispositivi medici e prestazioni di strutture pubbliche o private accreditate con il Servizio sanitario nazionale. Per la libera professione conviene incassare con strumenti tracciabili: tuteli la detrazione del paziente.
Un'indicazione riconoscibile ai fini fiscali, per esempio «seduta di fisioterapia». Non inserire diagnosi, anamnesi o altri dettagli clinici, salvo siano davvero necessari allo scopo fiscale.
No. L'esenzione dipende dalla natura e dalla finalità concrete della prestazione, non dalla sola qualifica sanitaria; dopo il controllo IVA verifica anche il bollo sulle operazioni che rilevano.
Sì, in pratica: in fattura vanno i dati identificativi del cliente e, per trasmettere la spesa al Sistema TS, serve il codice fiscale dell'assistito. Chiedilo al momento della prestazione; se l'assistito si oppone all'invio, la spesa si trasmette senza codice fiscale.
Guida
Chi deve trasmettere le spese sanitarie al Sistema TS, quali dati servono, come gestire opposizione, ricevute e scarti e dove controllare le scadenze.
Guida
Quando la marca da bollo è dovuta sulle fatture sanitarie, chi la paga tra professionista e paziente e come si versa: contrassegno, virtuale o elettronico.
Fisco e adempimenti
Scopri se una fattura sanitaria va al Sistema TS, allo SDI o richiede una verifica, con indicazione sul bollo e fonti istituzionali.
Affidabilità
Verificato su fonti istituzionali · 8 settembre 2026