Guida operativa

Sistema Tessera Sanitaria

Chi deve trasmettere le spese sanitarie al Sistema TS, quali dati servono, come gestire opposizione, ricevute e scarti e dove controllare le scadenze.

Il Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS) raccoglie i dati delle spese sanitarie dei cittadini per la dichiarazione dei redditi precompilata. Se rientri nelle categorie obbligate, dopo aver emesso la fattura trasmetti i dati della spesa; il paziente se la ritrova nella precompilata.

L'invio riguarda i dati della spesa, non la fattura: non la crea, non la sostituisce e non c'entra con la fattura elettronica. Controlla prima se sei tra i soggetti obbligati, poi prepara i dati e trasmetti entro la scadenza del periodo.

  1. Controlla se sei obbligato: cerca la tua categoria nell'elenco qui sotto
  2. Prepara e invia: dati della spesa, pagamento ed eventuale opposizione, dal portale, dal gestionale o tramite intermediario
  3. Verifica l'esito: la ricevuta tecnica non basta: controlla accolti, anomalie e scarti
Mostra scadenze precedenti
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Chi deve inviare i dati

L'obbligo riguarda categorie individuate per decreto, non tutti i professionisti sanitari. Ne fanno parte, tra gli altri: medici e odontoiatri, psicologi, infermieri e infermieri pediatrici, ostetriche e ostetrici, tecnici sanitari di radiologia medica, fisioterapisti, biologi, veterinari, ottici, farmacie e parafarmacie, strutture sanitarie accreditate e autorizzate.

Se la tua professione non compare, controlla l'elenco aggiornato nella pagina normativa del Sistema TS: le categorie sono state ampliate più volte. Attenzione al contrario: iscrizione all'albo e accesso tecnico al portale non bastano da soli, contano anche tipo di spesa e documento.

Quali spese e quali dati trasmetti

Trasmetti i dati della spesa: estremi del documento, tipologia di spesa, importo, data di pagamento ed eventuali rimborsi. Niente diagnosi né altri dettagli clinici: il tracciato non li prevede e non devono entrarci.

Restano fuori i documenti che non rappresentano spese sanitarie dei cittadini, per esempio le fatture verso imprese, enti o altri professionisti. In caso di dubbio parti dal documento: se è la spesa di un assistito per una prestazione sanitaria, è candidata all'invio.

Che cosa cambia se l'assistito si oppone

Se l'assistito si oppone all'uso della spesa nella precompilata, il flusso TS prevede trasmissione senza codice fiscale e l'apposito indicatore. Se insieme all'indicatore di opposizione è presente il codice fiscale, il sistema scarta il dato.

L'opposizione cambia l'uso del dato: non cancella il documento fiscale, non equivale a una rinuncia alla detrazione e non autorizza l'invio della fattura tramite il Sistema di Interscambio (SdI), il canale fiscale delle fatture elettroniche: quel divieto è spiegato nella guida alla fattura sanitaria.

Come si fa l'invio

Puoi inserire le spese una per una nell'applicazione web del Sistema TS oppure caricare un file nel formato previsto; molti gestionali preparano ed eseguono l'invio in automatico. Un intermediario, per esempio il commercialista, può trasmettere per te con le deleghe previste: le tue credenziali personali restano tue.

Il primo numero di protocollo prova solo la ricezione tecnica. L'esito vero arriva dopo: scarica la ricevuta di esito, confrontala con i documenti trasmessi e conserva entrambe.

  1. Scegli il canale: inserimento web, file conforme oppure invio dal gestionale o dall'intermediario delegato
  2. Trasmetti: entro la scadenza del periodo, con pagamento e opposizione gestiti correttamente
  3. Scarica la ricevuta di esito: accolti, anomalie e scarti dicono che cosa resta da sistemare

Come correggere un dato o una fattura

Per un dato TS errato usa l'operazione ufficiale di variazione o cancellazione e scarica il nuovo esito. Se è sbagliata anche la fattura, correggi il documento fiscale per la sua strada e poi aggiorna la comunicazione TS: sono due binari separati.

Se non invii o sbagli: che cosa rischi

La sanzione è 100 € per ogni comunicazione omessa, tardiva o errata, fino al tetto previsto; se rimedi entro sessanta giorni scende a un terzo del pieno. E c'è una via d'uscita pulita: correggendo i dati sbagliati entro cinque giorni dalla scadenza — o dalla segnalazione dell'Agenzia — la sanzione non si applica affatto.

Tradotto in pratica: controlla la ricevuta di esito appena invii. Quasi tutti gli errori scoperti subito si sistemano senza pagare nulla; quelli scoperti mesi dopo costano.

Se l'invio manca o è sbagliato: sanzioni nel 2026

Verificato il 19 agosto 2026

VoceValoreFonte
Sanzione per comunicazione omessa, tardiva o errataper ogni comunicazione, fino a un massimo di 50.000 €100 €Fonte ufficiale
Riduzione se rimedi entro sessanta giornisanzione ridotta a un terzo, con un massimo di 20.000 €, se la comunicazione corretta arriva entro sessanta giorni dalla scadenzaun terzoFonte ufficiale
Correzione senza sanzionenessuna sanzione se i dati errati vengono corretti entro cinque giorni dalla scadenza o dalla segnalazione dell'Agenzia delle Entratecinque giorniFonte ufficiale

Scadenze: quando si trasmette

Le scadenze dipendono dal periodo e sono state modificate più volte: controlla la data corrente nello scadenziario, che riporta il termine con la fonte. Completa invio e controllo degli scarti con qualche giorno di anticipo: uno scarto scoperto all'ultimo momento è un invio mancato.

La trasmissione avviene nei servizi del Sistema TS: questo sito non acquisisce documenti, codici fiscali o dati degli assistiti e non esegue l'invio.

Domande frequenti

›Sono obbligato anch'io a inviare le spese al Sistema TS?

Solo se rientri nelle categorie individuate dai decreti: tra gli altri medici e odontoiatri, psicologi, infermieri, ostetriche, fisioterapisti, biologi, veterinari, farmacie e strutture accreditate o autorizzate. L'elenco completo e aggiornato è nella pagina normativa del Sistema TS.

›Devo inviare anche le fatture verso aziende o colleghi?

No: si trasmettono i dati delle spese sanitarie degli assistiti. Una fattura verso un'impresa o un altro professionista non è la spesa sanitaria di un cittadino.

›Fattura emessa a dicembre e pagata a gennaio: in che anno la trasmetto?

Conta la data di pagamento: la spesa entra nell'anno in cui il paziente ha pagato, perché è quella che finisce nella precompilata. La fattura resta datata dicembre; il dato TS segue l'incasso.

›L'opposizione elimina l'invio al Sistema TS?

No. La spesa viene trasmessa senza codice fiscale e con l'indicatore di opposizione, così non viene usata nella dichiarazione precompilata.

›Il protocollo iniziale conferma che tutti i dati sono corretti?

No. Conferma la ricezione tecnica; devi leggere anche la ricevuta di esito per individuare accoglimenti, anomalie e scarti.

›Come correggo un dato TS errato?

Usa l'operazione ufficiale di variazione o cancellazione e controlla il nuovo esito. Se è errata anche la fattura, correggi separatamente il documento fiscale.

›Che sanzioni rischio se non invio le spese al Sistema TS?

100 € per ogni comunicazione omessa, tardiva o errata, fino ai massimali previsti, con riduzione se rimedi entro sessanta giorni. Correggendo gli errori entro cinque giorni non paghi nulla: il controllo tempestivo della ricevuta è la migliore assicurazione.

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Fonti

Verificato su fonti istituzionali · 19 agosto 2026