Consenso ai promemoria degli appuntamenti (WhatsApp, SMS, email)
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L'invio di promemoria degli appuntamenti è una finalità organizzativa ulteriore rispetto alla cura: la base giuridica è di norma il consenso dell'interessato (art. 6.1.a GDPR), specifico e distinto da altri consensi come il marketing. Il messaggio deve rispettare la minimizzazione, contenendo solo l'essenziale (data e ora) e mai la diagnosi, il reparto o il tipo di prestazione, perché il contenuto potrebbe rivelare dati sulla salute. Questo modello è una traccia generica da adattare all'organizzazione dello studio.
Consenso ai promemoria degli appuntamenti (WhatsApp, SMS, email)
Domande frequenti
›Serve il consenso per inviare un promemoria dell'appuntamento?
Dipende dal contesto. Il promemoria è una finalità organizzativa ulteriore rispetto alla cura e la scelta più prudente e diffusa è raccogliere il consenso dell'interessato (art. 6.1.a GDPR), specifico e separato da quello per il marketing. Non è però sempre un obbligo assoluto: nel contesto degli inviti a screening il Garante ha riconosciuto che alcuni invii SMS possono fondarsi sull'art. 9.2.h senza consenso. Per i promemoria di studio, e in particolare per canali di terze parti come WhatsApp, il consenso resta la scelta consigliata ed è sempre revocabile.
›Posso scrivere nel messaggio il tipo di visita?
No. Per il principio di minimizzazione il messaggio deve contenere solo data, ora e sede generica: indicare la prestazione, il reparto o la diagnosi potrebbe rivelare dati sulla salute (art. 9 GDPR), che chi vede lo schermo non deve poter dedurre.
›Posso usare WhatsApp per i promemoria?
Puoi, se il paziente sceglie espressamente questo canale, ma con cautela: WhatsApp è un fornitore terzo e va valutato sotto il profilo di sicurezza, trasferimento dei dati e minimizzazione del contenuto. Non esiste un provvedimento del Garante che vieti o autorizzi nominalmente WhatsApp: la valutazione discende dai principi generali del GDPR.
›Il paziente può cambiare idea sul canale?
Sì, in qualsiasi momento: può revocare il consenso, cambiare canale (ad esempio da WhatsApp a SMS) o aggiornare i recapiti. È buona prassi indicare in ogni messaggio come disattivare i promemoria.
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